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Età del Bronzo: Reperti legati alla storia marittima minoica, come strumenti per la costruzione navale e un modello della nave rappresentativa del periodo minoico.
Età del Ferro: Modelli che raffigurano le fasi delle Battaglie navali di Salamina e di Micale. Modelli di bireme e trireme ateniese, di trireme romana, della Nave di Kyrenia e, infine, la mappa della Campagna di Alessandro Magno.

Bireme
Modellino di una Bireme Ateniese. Si distinguono le due file di remi, lo sperone e il caratteristico occhio sulla prua. Secondo Erodoto, le due file (due ordini di rematori) furono ideate dagli Eritrei dell’Asia Minore, coloni dei Beoti. Imbarcazioni di questo tipo furono usate dai Beoti nella Guerra di Troia. Esistevano biremi con 30 o 50 remi. La parte anteriore della chiglia era rivestita di lamine metalliche per poterla tirare a riva senza danni. Il rostro di prua era l’arma principale. La lunghezza era di 18 m, la larghezza di 3-3,6 m e il dislocamento di 22 m. Una nave a 50 remi raggiungeva una velocità di 6 nodi. Vela quadra unica, ponte sagomato per trasportare le truppe da sbarco. Fu la precorritrice della trireme.
Trireme Ateniese
La principale nave da guerra degli Ateniesi, che si affermò grazie alle sue qualità nautiche. Imbarcazione leggera e veloce, dotata di un robusto rostro di prua. Caratteristica era la concentrazione di un gran numero di rematori, circa 170 (disposti su tre ordini sovrapposti), che non erano mai schiavi incatenati bensì liberi e fieri cittadini greci. Aveva un pescaggio ridotto e un fondo largo (instabilità, ma agilità) per muoversi agevolmente anche in acque basse. La sofisticata trireme era dotata di un ponte rialzato per i soldati e gli arcieri che costituivano la forza combattente (lancia, giavellotto, arco, spada). Il dislocamento era ridotto, per motivi di flessibilità, circa 60-70 tonnellate. La lunghezza era di circa 150 piedi. Disponeva essenzialmente di una vela principale e, non sempre, di una più piccola a prua, di forma quadra e di dimensioni simili. Imbarcazione leggera, veloce e potente, la sua originalità consisteva nel raccogliere un maggior numero di rematori, aumentando così la potenza propulsiva senza dover allungare proporzionalmente lo scafo. Furono i Corinzi i primi a ideare questo tipo di nave. Nacque come strumento nelle mani di Temistocle per la vittoria sui Persiani. Proseguendo la sua gloriosa carriera ed evolvendosi costantemente, diede un contributo decisivo alla diffusione della cultura greca.




